19/09/2007 – Domani, giovedì 20 settembre 2007 alle ore 17:30, la galleria SESV di Firenze ospita la mostra "P.A.N. [progressive architecture network]" , un itinerario attraverso la ricerca e la produzione di cinque gruppi di architetti affermati sulla scena internazionale: Sadar Vuga Arhitekti (Lubiana), R&Sie(n) (Parigi), J. Mayer H. Architects (Berlino), IaN+ (Roma), Archi-Tectonics (New York).
Dopo il successo ottenuto alla Frederieke Taylor Gallery di New York, dove la mostra ha celebrato l'inizio del suo tour, P.A.N. racconta a Firenze - attraverso la presentazione della ricerca dei 5 studi - il comune sentire la ricerca architettonica come costante sperimentalitĂ . Per questo, pur nella diversitĂ dei modi di avvicinare il progetto di architettura, i cinque gruppi si riconoscono in una comune esigenza di insistere su una relazione aperta e dinamica, concepita come un network all'interno del quale promuovere scambi di idee, attivare proposte di confronto e di interazione.
A cura di Winka Dubbeldam e Helene Furján, la mostra riunisce cinque studi che condividono un'attitudine più che uno stile o una dottrina formale. Tra questi si è costituita una relazione aperta e dinamica che ha trovato iniziale stimolo negli incontri di ArchiLab a Orléans organizzati da Frédéric Migayrou e Marie-Ange Brayer. I cinque gruppi non hanno progetti o realizzazioni in comune, ma la loro produzione risponde alla precisa volontà di un confronto che valica i confini geografici e territoriali per spingersi verso l'opportunità di condividere linee di pensiero e affinità ideali comuni.
"L'architettura è un immenso network in un mondo iperconnesso, —spiega Helene Furján, che ha curato la mostra insieme a Winka Dubbeldam—. Viva, con le sue evoluzioni di pensiero e di tendenza, attraverso i suoi attori costantemente in viaggio, dal proprio ufficio di New York ad un cantiere a Pechino o all'inaugurazione di una mostra a Venezia, ad una conferenza a Tokyo, ad una lezione a Philadelphia, ad un workshop a Londra, ad una lecture a Roma."
In mostra progetti diversi fra loro, a testimoniare come la mobilitĂ e la facilitĂ di stabilire relazioni non producano necessariamente realtĂ semplificate ed omogenee. Piuttosto, possono costituire la premessa per un confronto fertile, capace di generare diversitĂ a partire da un'attitudine condivisa.
"Concepito secondo un sistema di relazioni aperte e dinamiche —afferma Winka Dubbeldam—, questo network si è autorganizzato a partire da alcuni momenti di confronto avuti durante lecture e lezioni. Il network ha prodotto un ambiente fertile e vivace, all'interno del quale ogni progettista è cresciuto intellettualmente e professionalmente."
La mostra "P.A.N. [progressive architecture network]" è accompagnata dal catalogo (48 pagine, inglese) pubblicato da Mandragora, a cura di Winka Dubbeldam e realizzato da iMage, contenente la presentazione dei progetti esposti dai 5 studi e i saggi critici di Winka Dubbeldam e Helene Furján.
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